Percorsi teatrali


 

I EXIST /ANTIGONE

Note a I EXIST /ANTIGONE 

È notte fonda,
una donna, avvolta nel silenzio della città che dorme,
attraversa lo spazio, spezza il buio,
si rifugia, finalmente lieta, sopra ad un cumulo di terra.
Quello è l’unico posto per la gloria.
Questa donna si chiama Antigone.
 
Quanti volti, quanti occhi, tanti padri, tanti fratelli. Antigone c’è stata, persiste, si immola, perisce, rinasce. È lei Antigone, eterea, mito, eroina, donna comune, sacrilega e martire, ambigua e ribelle, figlia e sorella, amabile ed empia fra tutti, immortale e fragilissima, solidale e solissima. 
Antigone esiste. 
Eccola la traccia su cui si inscrive questo percorso laboratoriale, mirare da prospettive ibridate e polisemiche questa donna che ci urla la sua presenza, la sua esistenza, di donna certo, ma di individuo che abita il mondo col pensiero, con criticità. Soggettivismo. Lucido furore.
Antigone si rivela da sé, in una presenza scenica che spesso si moltiplica a significarne ed estenderne la complessità, l’onniscienza inafferrabile;  ma si rivela anche attraverso gli uomini che l’accompagnano, la misconoscono. Ci porta dentro la storia della sua famiglia, una stirpe maledetta, funesta, contaminata. Ci fa precipitare nel tragico labirinto in cui è ingrigliato il padre Edipo, la madre Giocasta, e dunque la stirpe di Laio, primo fra gli empi. Ci mostra l’intimità frigida con la sorella Ismene. Si lascia accompagnare nel saluto suo, ultimo e solitario, ad entrambi i fratelli morti, uccisisi in un sangue che non purifica, non lava. Semmai appesta tutti, e non solo il re Creonte che non riconosce pari giustizia, dunque pari onori (legittima, doppia sepoltura), a chi s’ammazza. Infine ci porta al limite del suo personalissimo precipizio, senza tuttavia permetterci accesso: le grandi donne tengono sempre un posto che non ha chiavi per nessuno …    
Nel cammino verso quest’opera, in fieri, siamo stati tutti avvolti dal miraggio, chiaramente mai nitido, di alcuni testi capitali: Antigone, Edipo re, Edipo a Colono (Sofocle), Sette contro Tebe (Eschilo), Fenicie (Euripide), Antigone (Holderlin), Antigone (Brecht). Verso quest’apparizione nutriamo uno spiccato senso d’eredità …
Bernardino Verta 

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